VERRUCOLETTE DI SAN ROMANO

La fortezza delle Verrucole è una fortezza che si trova a San Romano in Garfagnana in provincia di Lucca, nella Garfagnana, di cui le prime testimonianze risalgono al Medioevo. Un primo nucleo abitato-difensivo presente nella zona, oggi non più esistente, fu costruito dai conti Gherardinghi, che vi dimorarono fino al 1285, anno in cui fu venduto alla Repubblica di Lucca. Della fortezza medievale non rimane più niente, essendo i manufatti oggi visibili risalenti al periodo estense. L'attuale fortezza rinascimentale, per circa 400 anni, fu presidio militare inespugnabile dei duchi d'Este di Ferrara-Modena e Reggio ed oggi, dopo un importante restauro voluto dal Comune di San Romano in Garfagnana è visitabile. La famiglia Gherardinghi ha posseduto la primitiva Roccha fin dal 991 quando appare citata in alcuni documenti a volte anche con il nome "Verucola Gherardenga". Nel 1170, 4 famiglie della Garfagnana, tra cui i Gherardinghi, decisero di rendersi indipendenti da Lucca e di non pagare più la tassa sul sale, così si allearono con i Pisani. Il castello fu così assediato dai lucchesi che se ne impossessarono. Nel 1185 il sito detto "Curia delle Verrucole", come testimonia un diploma imperiale di Federico I, è attestato come possedimento della dinastia gherardinga, feudatari del luogo[5]. In seguito alla graduale perdita di potere dei Gherardinghi, dal 1296 il controllo della fortezza tornò nelle mani della Repubblica di Lucca che la affidò alla consorteria dei Guidiccioni.
Periodo malaspiniano
Nel 1328 divenne proprietà del marchese ghibellino e condottiero di ventura Spinetta Malaspina.
Periodo Estense.
Dopo il breve periodo dal 1328 al 1345 di controllo della fortezza da parte di Spinetta Malaspina[5], a partire dal 1446 la fortezza passa agli Este di Ferrara che nel frattempo si erano notevolmente espansi in Garfagnana. La fortezza nelle sue fattezze attuali, anche da conferme archeologiche[6], risale a due periodi estensi: l'epoca del marchese Leonello (circa 1450) che restaurò la rocca quadrata e costruì la rocca tonda, e di Alfonso II (circa 1564) che lo ristrutturò e lo fortificò con due baluardi nel 1564[3]. Dei fabbricati medievali, ovvero la rocca, non rimane più nulla alla vista e tutto l'impianto è, quindi, da ritenersi rinascimentale. Per più di quattrocento anni questo fortilizio, strategico per l'intera valle, fece parte del ducato di Modena e dell'antica provincia di Garfagnana nella Vicaria di Camporgiano. Tra il 1522 e il 1525 fu sotto il governo di Ludovico Ariosto che ricopriva la carica di commissario in Garfagnana e si occupò dell'organizzazione dei presidi militari tra cui anche la fortezza. La riorganizzazione del complesso decisa dall'architetto militare Marco Antonio Pasi nel 1564 fu l'ultima anche perché nei secoli successivi perse la sua importanza militare. Si tramanda che in origine il complesso avesse due torrioni, con due castellani ciascuno a comando di un corpo di guardia, a difesa delle due rocche, la Tonda e la Quadra, poste ai due estremi del colle. La Rocca Tonda è l'attuale torrione poligonale che in antico, dotato di merli ghibellini ancora individuabili, conteneva a sua volta una torre cilindrica, ad oggi visibile dopo gli scavi. La Rocca Quadra, di cui si vedono ancora tracce nei pressi del baluardo di nord-est, aveva a difesa una torre semicircolare e un palazzotto con la facciata a nord.
Frequentazioni illustri e personaggi
Il 1º agosto del 1524 la Rocca ospitò il poeta Ludovico Ariosto, allora commissario in Garfagnana, che vi pernottò prima di ripartire per Camporgiano, sede di Vicaria. Nel 1674 Francesco II d'Este, figlio di Alfonso IV, nell'anno in cui spodestò la madre, Laura Martinozzi, visitò la fortezza delle Verrucole. Resta pure alle cronache il seicentesco capitano Francesco Accorsini, comandante della fortezza, che durante il suo imperio era solito ricorrere a eventi delittuosi o anche a pratiche di magia e stregoneria, tant'è che nel 1688 fu imprigionato e condannato dall'Inquisizione di Modena. Furono documentate anche diverse frequentazioni della Marchesa di Fosdinovo, Cristina Pallavicini, altra figura ambigua del Seicento.

«Francesco Accorsini finirà poi, nel 1688, imprigionato nelle Carceri di Modena per alcuni mesi, mentre l'amministrazione della giustizia faceva il suo corso, riesumando testimonianze e fatti attribuiti al militare negli anni in cui comandava Verrucole e Mont'Alfonso. Il Capitano si difenderà strenuamente, portando giustificazioni e contrattaccando, per screditare i suoi accusatori. L'ultima lettera dell'Accorsini risale al 18 maggio del 1681, scritta da Puglianella, suo paese natale. Non sappiamo altro su questo personaggio, se non che dopo poco, ancora giovane, morì. Fu allora che il fido Rettore di Orzaglia, don Alessandro, che non l'aveva mai abbandonato anche in vita, si introdusse nella fortezza di notte e, con la complicità dei militari che nulla videro o sentirono, si impossessò dei suoi beni, e forse dei documenti compromettenti. Nella Rocca Tonda non rimasero che nelle stanze de' mobili di serrature guaste, di casse sfondate, di robbe fracasse e simili finché il prete non fu costretto, su ordine ducale, a restituire il tutto. Terminava così, definitivamente, il potere dell'Accorsini sulle Verrucole e sul contado e, per molti secoli, se ne perdeva anche la sua memoria»
Dalla fine della funzione militare ad oggi
Dalla seconda metà del XVIII secolo con la dominazione francese, la fortezza non assolve più al ruolo di difesa militare e dopo il breve periodo sotto il Principato di Lucca e Piombino di Elisa Bonaparte Baciocchi[8], dove risultano presenti solo un ex militare pensionato e la sua famiglia, nel 1866 viene alienata dal demanio e passata di mano a vari privati fino al 1986 quando viene acquistata dal comune di San Romano in Garfagnana che la restaura e la apre al pubblico il 28 luglio 2012.

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